Mantieniti in salute

I benefici dello yoga contro il cancro

Lo yoga è una forma di attività fisica non aerobica (che quindi non aumenta il consumo di ossigeno e la frequenza cardiaca) che comprende un programma preciso di posture, esercizi respiratori e meditazione. Si tratta di una pratica legata alla tradizione indiana, modificata in tempi recenti per adattarsi alle abitudini e necessità occidentali.

Non è una cura ma un aiuto per stare meglio

Ovviamente lo yoga non è una terapia contro il cancro e non ha effetti preventivi specifici: nonostante ciò è stato studiato in molte malattie croniche (oncologiche comprese) per la sua capacità di migliorare la qualità della vita e, in alcuni casi, di alleviare dolori e tensioni, favorendo l’efficacia dei trattamenti farmacologici. Varie ricerche hanno dimostrato che lo yoga può contribuire a controllare alcune funzioni fisiche come la pressione del sangue, la temperatura corporea, la forma delle onde cerebrali (che sono un indice dell’attività del cervello) e la resistenza cutanea (a sua volta una misura dello stress). Solo persone sufficientemente allenate raggiungono una capacità autonoma di controllo dei parametri fisiologici: per tutti gli altri si tratta di una pratica che da un lato favorisce l’elasticità delle articolazioni attraverso esercizi graduali e dolci, dall’altro il rilassamento generale attraverso il respiro e la meditazione. Uno studio dei National Institutes of Health statunitensi ha dimostrato l’efficacia delle tecniche yoga nel ridurre il dolore associato ad alcuni tipi di tumore, oltre alla depressione, attraverso il rilascio di particolari sostanze che per queste proprietà sono dette “neurotrasmettitori del benessere”. In alcuni casi, il rilassamento dello yoga si è dimostrato efficace nel combattere l’insonnia da addormentamento (cioè quella legata alla difficoltà di prendere sonno più che ai risvegli notturni). Prima di praticare lo yoga (e qualsiasi attività fisica) è comunque opportuno parlarne con il proprio medico curante, per capire quali posture possono essere inadatte o pericolose per la propria situazione fisica. È necessario anche avvisare il maestro della propria condizione perché sorvegli i movimenti del malato con particolare attenzione.

Uno, cento yoga diversi

Lo yoga è praticato, in Occidente, in molti modi diversi. Alcune versioni si allontanano molto da quella originale, privilegiando la performance atletica e avvicinandosi più al fitness che alla meditazione. In altri casi vi sono maestri di yoga che puntano tutto sull’aspetto mentale della disciplina più che su quello fisico. I pazienti oncologici possono trarre giovamento dalla pratica dello Hatha Yoga, la forma più classica che miscela in modo equilibrato stretching, posture, respirazione e rilassamento. Oltre alle lezioni, di solito con cadenza settimanale, lo yoga andrebbe praticato due volte al giorno, per 20 minuti ciascuna, la mattina e la sera.

La storia

Lo yoga è una disciplina nata nella penisola indiana più di 5.000 anni fa. È parte integrante di alcune pratiche religiose legate all’induismo ed è utilizzata nella medicina tradizionale indiana. La moda dello yoga è arrivata in Europa negli anni settanta, ma la sua introduzione in Occidente è molto più antica: già nella prima metà del XIX secolo, negli Stati Uniti, veniva praticato dai membri di una corrente filosofica chiamata trascendentalismo. Alla fine del XIX secolo viene tradotto in inglese il volume Yoga Sutra, che contiene la descrizione precisa della maggior parte delle posture ancora oggi praticate.

 

Ti è piaciuto questo articolo?

Se vuoi leggere regolarmente notizie
sulla ricerca, iscriviti alla nostra
newsletter mensile